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Nov

Pagamenti, il sistema unico di gestione di Adyen

Un’altra importante azienda straniera, la fintech olandese Adyen, tra i cui clienti si annoverano Zara, Eataly, Uber, eBay, Lacoste, Groupon, Cortilia, Facebook, ha scelto Milano, zona Porta Nuova, per aprire una sede in Italia. È arrivata questa estate con l’obiettivo di conquistare le imprese italiane interessate all’internazionalizzazione offrendo un sistema di pagamento unificato. La proposta tecnologica di Adyen consiste appunto in un sistema unico per la gestione del processo di pagamento nella sua interezza, capace di integrare 250 metodi di pagamento locali e internazionali, da Mastercard a WeChat e Alipay, e di accettare oltre 150 valute in quattro continenti. L’elemento di differenziazione consiste nella completezza del servizio che include tutti i passaggi che caratterizzano il processo di pagamento, dalla elaborazione del pagamento fino alla gestione del rischio e l’acquiring, senza coinvolgere terze parti.

“Adyen nasce come azienda specializzata nei pagamenti -racconta il Cfo, Ingo Uytdehaage- e successivamente ha visto una sorta di rifondazione tecnologica, da qui il nome che in surinamese significa ‘ricominciare da capo’. In Italia l’obiettivo è essere il motore silenzioso del commercio, in particolare nel fashion, ma non solo. In realtà abbiamo già una 50ina di clienti qui, sono due anni e mezzo che ci lavoriamo”.

La piattaforma di Adyen si basa sui dati e sulla tokenizzazione, per questo si occupa di tutti gli aspetti, compresa la sicurezza. Le frodi infatti vengono individuate più facilmente perché la piattaforma è unica. L’integrazione anche dei metodi di pagamento locali limitati ad aree molto specifiche è possibile grazie alle partnership che si spingono alla capillarità della banca locale. La remunerazione si basa su fee legate al numero di transazioni andate a buon fine. “Il nostro metodo di lavoro, come azienda -precisa Philippe de Passorio, country manager Italia di Adyen- è fondato su una trasparenza estrema, che rasenta la rudezza. Insieme al financial team dei clienti individuiamo eventuali fee nascosti e offriamo diverse opzioni”.

Rispetto all’uso dei dati, Uytdehaage precisa che la legge in fatto di privacy dei Paesi Bassi è più stringente del Gdpr. “Usiamo le informazioni solo per prevenire le frodi e offrire ai clienti la possibilità di sviluppare l’analisi strategica con una visione globale e omnicanale”.

di Barbara Trigari